CHE VUOL DIRE?
Sostanzialmente: i batteri buoni che vivono nel nostro intestino si nutrono di fibra, in particolare (idro)solubile, che troviamo in legumi, cereali integrali, verdura e frutta (compresa quella oleosa).

Ovviamente i cereali integrali li preferiamo in chicco e li cuociamo per assorbimento. Ovvero, si cuociono in un rapporto preciso (le tabelle sono anche nel mio libro) con l’acqua. In questo modo non perdiamo sali minerali, vitamine idrosolubili e le stesse fibre idrosolubili che altrimenti, trasferendosi nell’acqua di cottura, perderemmo.

E la storia che i legumi favoriscono permeabilità intestinale è una menzogna colossale, basata su profonda ignoranza… sorge il dubbio: marketing per polli promosso dall’industria degli allevamenti intensivi?

E LA PASTA?
Non si mangia tutti i giorni. Per la quotidianità come visto preferiamo i cereali non raffinati in chicco. Una o due volte a settimana pasta, rigorosamente da grani antichi oppure da cereali come grano saraceno oppure avena oppure sorgo.

Oggi il problema è che si assume troppo glutine e soprattutto da grani moderni.. il che può favorire permeabilità intestinale.

DIETA MEDITERRANEA E PASTA
Se c’è chi pensa che la dieta mediterranea sia mangiare pasta Tutti i giorni, avrà una profonda delusione. Questo è stato un riadattamento della dieta mediterranea. Serve tornare a quella vera.

FIBRA SOLUBILE E SALUTE
I batteri buoni del nostro intestino, fermentando la fibra solubile (che, ricordiamo, troviamo principalmente nei legumi) potranno produrre composti come gli acidi grassi a catena corta (tra cui il butirrato) ad azione antinfiammatoria e in grado di conservare l’integrità di barriera.

E IL PANE?
Il pane lo scegliamo con grani antichi e pasta madre. Oltretutto la pasta madre è in grado di idrolizzare (digerire) le proteine del glutine. Una lunga lievitazione riduce dunque la quantità di glutine.

TOFU E TEMPEH?
Nulla a che vedere con il seitan. Sono ottimi derivati della soia. Ovviamente li scegliamo biologici e leggiamo le etichette!

DOBBIAMO ESSERE VEGANI ANCHE NOI?
Un microbiota vegano non vuol dire che dobbiamo esserlo anche noi!
Infatti una dieta vegana porterebbe a carenze nutrizionali come carenza di vitamina B12 e di omega-3 nella forma attiva (EPA/DHA). E chi segue una dieta esclusivamente vegetale dovrebbe integrare questi nutrienti.

La nostra alimentazione dovrebbe essere prevalentemente vegetale, ma non esclusivamente. Limitando le carni rosse e le bevande zuccherate (gli zuccheri liberi sono da limitare).

Dovrebbe essere prevalentemente a base di cibo vero. Ovviamente, anche se vegetale, un prodotto come il seitan (che avrebbe l’ardire di sostituire la carne) è devastante. E poi, che senso ha? Se la carne rossa si limita, si limita. Punto!

Analogamente devastanti i vari prodotti vegani proposti dall’industria! No, mi dispiace, questi prodotti (anche se vegani) non nutrono il micribiota, ma nutrono le multi nazionali (comprese quelle del farmaco).


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